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Il Quartiere Giuliano Dalmata di Roma inserito tra le mete turistico-culturali dell'Urbe, in ricordo delle tragedie delle Foibe e dell'Esodo giuliano, istriano e dalmata

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"La tabella Q code - informa Enzo Luciani, direttore responsabile del periodico "Abitare a Roma" - è stata posta il 30 dicembre 2020, e così il nostro Quartiere Giuliano Dalmata è inserito tra le mete turistiche e culturali di Roma nel quadrante del Municipio IX".

Quest'area di Roma era nata a fine anni '30 come Villaggio Operaio E42, adibito ad alloggiare gli operai impegnati nell'allestimento dell'Esposizione Universale di Roma (che originò il quartiere EUR, rinominato nel 1965 quartiere Europa). Con lo scoppio della guerra gli operai abbandonarono le loro case, che, dopo una breve occupazione anglo-americana dal '44, rimasero abbandonate. Nel '47, dodici famiglie di profughi della Venezia Giulia si insediarono nel villaggio, ribattezzandolo "Villaggio Giuliano".

Da allora sino al 1955, il villaggio accolse circa 2000 profughi giuliani, istriani e dalmati, costretti all'esodo dalle proprie terre in seguito al Trattato di pace di Parigi del '47 fra l'Italia e le potenze vincitrici della Seconda guerra mondiale e all'instaurazione, in Jugoslavia, del regime comunista di Tito (che sin dal '43, a fascismo traballante, aveva iniziato, in quelle terre, la "pulizia etnica" antitaliana delle foibe).

"Siamo stati scelti tra le varie proposte", precisano Enzo Luciani e Marino Micich, Direttore dell' "Archivio Museo Storico di Fiume", "tra i primi per le attività culturali svolte con le scuole e per la tutela dei monumenti e loro incremento: ad esempio, col progetto "Famiglia pietre del ricordo", dell’Associazione "Giuliano Dalmata nel cuore".Nel quartiere ha sede il nostro Archivio Museo storico di Fiume della Società di studi Fiumani. riconosciuto dalla L. 92 /2004 (sulla Giornata del Ricordo delle Foibe e dell'Esodo), e vi è, all'Associazione sportiva Giuliana, una baracca in legno del campo profughi in zona Padriciano.Tutti attivi e accomunati in questo progetto di fare del nucleo storico del Villaggio un "Museo diffuso" nella Capitale, meta di visite guidate e di incontri culturali. Come del resto già è: ora, però, "abbiamo una dignitosa ufficialità".



Questo è un articolo pubblicato il 31-12-2020 alle 09:49 sul giornale del 02 gennaio 2021 - 194 letture